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L’estate più fresca dei prossimi 50 anni

Ciò che sta accadendo in Canada, negli ultimi giorni, con temperature che sfiorano i 50 gradi e decine di decessi al giorno, è lo specchio del decadimento globale.

Il caldo torrido si è fatto sentire anche a New York, con temperature che hanno superato i 41 gradi, a Seattle con 42 gradi ed a Portland con ben 46 gradi.

 

La febbre del Pianeta

 

Mentre gli orsi canadesi cercano refrigerio nelle piscine delle abitazioni private, la maggior parte del pianeta si chiede: cosa c’entri tutto questo marasma con il riscaldamento globale?

Ciò che sta accadendo nei cieli del Nord America è da ricondurre ad una sorta di cupola di alta pressione che ha intrappolato l’aria calda al suo interno. I Climatologi parlano di una combinazione di fattori talmente inusuale da essere considerata impossibile fino a qualche decennio fa dalla climatologia ma che diventerà sempre più frequente nei prossimi decenni.

 

Più hot non si può

 

Pochi giorni fa, sulla scia di questi eventi, la NASA ha pubblicato uno studio in cui si evince che l’atmosfera terrestre ha incamerato ed immagazzinato una quantità spaventosa di calore durante gli ultimi 15 anni. Le selvagge emissioni di gas serra hanno contribuito all’enorme innalzamento delle temperature terresti, il cambiamento climatico rimodellerà radicalmente la vita sulla Terra nei prossimi decenni, le soglie di pericolo sono più vicine di quanto si pensi e le conseguenze derivanti da anni ed anni di inquinamento sfrenato da carbonio porteranno a drastiche variazioni di temperatura in tutto il Globo.

 

Il vero problema è la velocità

 

Il cambiamento climatico non è, di per sé, una cosa negativa. Il vero problema è che il clima sta cambiando più velocemente di quanto possiamo adattarci.

Il pianeta Terra ed il suo ecosistema sono in grado di adattarsi, mentre noi essere umani no, o almeno, non così in fretta. I nostri attuali livelli di adattamento sono inadeguati per rispondere ai rischi climatici che il Nord America sta vivendo in queste ore.

 

Mio caro amico cibo

 

Le proiezioni di metà secolo – anche in uno scenario ottimistico di 2 gradi centigradi di riscaldamento – mostrano come decine di milioni di persone più di oggi rischiano di dover affrontare la fame cronica. Siccità, carenza di acqua, raccolti distrutti, porteranno le quantità di cibo a diventare esigue e molte persone a morire di fame.  Oltre 130 milioni di persone potrebbero sperimentare la povertà estrema. Entro il 2050 le città costiere vedranno centinaia di milioni di individui a rischio di alluvioni.

 

L’importanza di ridurre le emissioni

 

Per evitare che tutti muoiano di fame, vivano in povertà estrema, soffrano temperature da forno, c’è bisogno che ognuno di noi faccia la sua parte:

 

-       Ridurre i consumi di acqua e corrente elettrica se non necessari,

-       Usare la bicicletta, il monopattino e muoversi a piedi se si risiede in città,

-       Riciclare accuratamente tutto ciò che trasformiamo in immondizia,

-       Cercare di evitare l’automobile quando non davvero necessario.

 

Analogamente a quando un corpo umano prende un virus ed il sistema immunitario alza la temperatura come effetto germicida, l’ecosistema terrestre sta facendo la stessa cosa con noi esseri umani, il vero cancro del nostro mondo.

Se vogliamo continuare a sopravvivere sul pianeta Terra dobbiamo imparare dai nostri errori e correggerli. Anche molto in fretta a quanto pare.